LA MATERIA DIVENTA LINGUAGGIO – Un dialogo tra Umberto Mastroianni e Gianfranco Frattini
In occasione delle settimane dell’arte e del design di Milano, la Galleria Alessandro Cesati in collaborazione con Volumnia espone una selezione di sculture e arredi dei due maestri del Novecento, alla scoperta di una loro affinità elettiva.
La mostra “La Materia diventa Linguaggio” esplora il dialogo tra due grandi protagonisti dell’arte e del design italiano del secolo scorso: Umberto Mastroianni e Gianfranco Frattini si incontrano in un affascinante gioco di forme, raccontando storie di bellezza e innovazione.
A partire dagli inizi del nuovo secolo, le relazioni tra arti visive e design d’arredo costituiscono un fenomeno assai fertile, particolarmente dinamico e multiforme in cui i confini tra le due sfere appaiono fluidi e frastagliati, ricchi di stimoli figurativi sia nell’innesco di nuovi approcci creativi sia nella individuazione di connessioni culturali inedite tra ambiti progettuali diversi fra loro. Pur riconoscendo che Mastroianni e Frattini hanno operato in contesti un tempo considerati del tutto differenti, oggi, grazie una sensibilità culturale più attenta alla pratica della contaminazione, possiamo rintracciare in chiave retrospettiva delle corrispondenze, fondate principalmente su un “fare” multiforme e caleidoscopico, riconducibile per entrambi a veri e propri percorsi di ricerca intorno alle risorse dei materiali.
Nato nel Frusinate nel 1910, Umberto Mastroianni esordisce in campo classico-figurativo, ma è solo negli anni Cinquanta, dopo una fase storica poco incline all’innovazione artistica, che può metabolizzare e tradurre in opere gli stimoli provenienti dal Futurismo e da importanti figure dell’avanguardia europea, come Delaunay e Picasso e perfino Kandinsky e Moholy-Nagy, assorbiti silenziosamente durante il Ventennio. Proprio questo imprinting lo porterà a indagare, in modo libero e dinamico, sul DNA dei materiali e sulle loro risorse espressive. Nel suo lavoro, l’alveo scultoreo trova una sostanziale continuità con quello pittorico e fra le sua tante e geniali esperienze si avventura ad esempio nella lavorazione di lastre metalliche (argento, bronzo, rame, acciaio), cui conferisce ulteriore carattere attraverso audaci applicazioni a pennello, fino a rivelare una grande complessità “costruttiva”. Sul fronte strettamente scultoreo possiamo suddividere la sua produzione in due filoni distinti: da un lato, le grandi opere destinate allo spazio pubblico, che egli definiva orgogliosamente “monumenti”, caratterizzate da un impianto centrifugo e capaci di intrattenere un rapporto energetico con l’intorno urbano; dall’altro, le sculture di taglia ridotta, come quelle presenti in mostra, quasi sempre in bronzo, contraddistinte da un assetto “schiacciato”, come se invitassero l’osservatore a una percezione frontale e a coglierne l’espansione dinamica lungo il contorno. Pensate per il mercato dell’arte, queste ultime avrebbero determinato secondo Mastroianni un arricchimento semantico del paesaggio domestico, al di là di ogni intento auto-espressivo.
Questo è anche l’approccio di Gianfranco Frattini, nato a Padova nel 1926, fra i protagonisti di quel professionismo colto e sensibile che connota la scena milanese del dopoguerra. Proprio nel capoluogo lombardo egli trova l’occasione di confrontarsi con le aziende del nascente Made in Italy, avviando con esse feconde collaborazioni, e con una committenza borghese attenta alle trasformazioni del gusto ma anche alla qualità intrinseca dei prodotti. Frattini avvia la professione in un momento in cui l’industria del mobile è ancora permeata di artigianalità: per questo motivo, come accadeva negli stessi anni per Mastroianni, la ricerca sui materiali non può che rappresentare il nucleo delle sue creazioni, dai legni preziosi degli anni Cinquanta all’acciaio cromato tornato in voga nei decenni successivi sotto le influenze stilistiche della Space Age. La bellezza sensuale dei legni di noce e jacaranda è protagonista dei mobili esposti in mostra, i quali segnano una transizione dalla dimensione artigianale alle logiche di arredo industrializzato.
Le strade dei due autori, pressoché coevi, si incrociano per la prima volta proprio in questa occasione espositiva, che evidenzia come il tratto comune ed essenziale delle due esperienze risieda nella sapiente manipolazione della materia “di qualità”. L’omogeneità tra le due figure di Umberto Mastroianni e Gianfranco Frattini non deriva tanto da una somiglianza formale, quanto piuttosto da una compatibilità sottile, raffinata, frutto di una koinè comune e di un medesimo atteggiamento verso la materia dell’invenzione. Entrambi questi autori hanno espresso ed esprimono tutt’oggi una forma di Modernismo temperato, frutto dei tempi in rapida trasformazione, ma anche lontano da un radicalismo di maniera.
La mostra nasce non per caso da un’idea della galleria Alessandro Cesati – specializzata da diversi decenni in sculture e oggetti d’arte dal Medioevo al Novecento – che ha da sempre attribuito fondamentale importanza allo studio dei materiali, in quanto terreno d’indagine favorito per la selezione delle opere.
Con una consolidata eredità familiare nelle arti e nella musica, la galleria fondata da Fiorenzo e Alessandro Cesati è rinomata a livello nazionale e internazionale per la sua attenta selezione di opere di qualità, rarità e curiosità, distinguendosi in particolare fin dall’inizio per una forte e marcata predilezione per i metalli quali il ferro, il bronzo, il rame e l’ottone, unitamente ad un’intensa e appassionata attività di ricerca e di studio nel grande universo della scultura europea, senza limiti geografici o temporali.
Volumnia nasce dall’intuizione e dalla visione di Enrica De Micheli, gallerista con un’esperienza ventennale nel mondo dell’antiquariato e del design. Inaugurata nell’ottobre 2018 all’interno della Chiesa di Sant’Agostino, Volumnia è diventata un luogo di incontro tra arte, cultura e vita sociale. Grazie al restauro che ha riportato alla luce l’assetto rinascimentale della Basilica, il progetto di Volumnia ha reso questo spazio un’esperienza unica per il visitatore, immerso nella bellezza e nella storicità dell’ambiente. Enrica, con la sua continua ricerca nel design storico e contemporaneo, ha reso Volumnia un punto di riferimento per l’indagine sofisticata nel mondo dell’arredo.
Dal 5 al 26 aprile, in occasione della Milano Art Week e del Fuorisalone, appuntamenti imperdibili per amanti e connoisseurs dell’arte e del design, la Galleria Alessandro Cesati e Volumnia si uniscono in collaborazione per creare un evento che celebra l’incontro tra la scultura e il design. La mostra ‘La Materia diventa Linguaggio’ evidenzia così il punto di congiunzione tra linguaggi artistici diversi che, pur partendo da contesti differenti, si incontrano in un dialogo senza tempo.
LA MATERIA DIVENTA LINGUAGGIO – Un dialogo tra Umberto Mastroianni e Gianfranco Frattini
Dal 5 al 26 aprile 2025
10 – 19
Vernissage 4 aprile, 15 – 21
Via San Giovanni sul Muro 3, 20121 Milano
+ 39 02 86460928
www.cesatiecesati.com
info@cesatiecesati.com
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